È una delle storie più belle che mi siano capitate.
L’altro giorno, ero a scuola, vedo nei corridoi una ex alunna, diplomata tre anni fa.
Non mi aveva visto, mi avvicino per salutarla… e non era lei.
Non lo era perché era la sorella, gemella.
Già, perché Maria Francesca e Alessia sono gemelle omozigote, identiche come non te lo immagineresti nemmeno in un racconto di fantasia. Due belle ragazze alte, forti, dagli occhi scuri e profondi.
A questi episodi di confusione sono chiaramente abituate da sempre, e da sempre si son sentite dire tutte quelle stupidate che si dicon loro quando si vuol essere banalmente spiritosi: Vi scambiate per le interrogazioni, chi esce con il fidanzato di chi, ecc. ecc.
La ragazza, anzi, ormai la giovane donna era lì per ritirare una copia del diploma. Perché? Perché ha vinto il concorso nei Carabinieri e tra poco partirà per i sei mesi di addestramento.
Al che ho sbarrato gli occhi dallo stupore, perché so che anche la sorella ha vinto quel concorso!
“No – mi corregge – lei lo ha vinto in Polizia”.
Insomma, una andrà nei Carabinieri e l’altra in Polizia.
L’altro giorno, ero a scuola, vedo nei corridoi una ex alunna, diplomata tre anni fa.
Non mi aveva visto, mi avvicino per salutarla… e non era lei.
Non lo era perché era la sorella, gemella.
Già, perché Maria Francesca e Alessia sono gemelle omozigote, identiche come non te lo immagineresti nemmeno in un racconto di fantasia. Due belle ragazze alte, forti, dagli occhi scuri e profondi.
A questi episodi di confusione sono chiaramente abituate da sempre, e da sempre si son sentite dire tutte quelle stupidate che si dicon loro quando si vuol essere banalmente spiritosi: Vi scambiate per le interrogazioni, chi esce con il fidanzato di chi, ecc. ecc.
La ragazza, anzi, ormai la giovane donna era lì per ritirare una copia del diploma. Perché? Perché ha vinto il concorso nei Carabinieri e tra poco partirà per i sei mesi di addestramento.
Al che ho sbarrato gli occhi dallo stupore, perché so che anche la sorella ha vinto quel concorso!
“No – mi corregge – lei lo ha vinto in Polizia”.
Insomma, una andrà nei Carabinieri e l’altra in Polizia.
Non sarei mai arrivato ad immaginare una simile situazione: due sorelle, gemelle, due nostre ex allieve, che hanno trascorso venti anni della loro vita gomito a gomito, nello stesso momento scelgono di essere due Servitori dello Stato. Non posso nascondere che in cuor mio mi son commosso. E nemmeno posso nascondere che uno dei pensieri è stato: “Signore, fa che non succeda loro mai nulla di brutto”.
“E così, alla fine le gemelle si dividono”.
“Già – mi ha risposto – una da una parte e una dall’altra”, e ho avuto l’impressione che, pur sorridendo, un leggero velo di malinconia passasse nei suoi occhi.
Ho fatto loro i miei auguri e son tornato al mio lavoro.
“E così, alla fine le gemelle si dividono”.
“Già – mi ha risposto – una da una parte e una dall’altra”, e ho avuto l’impressione che, pur sorridendo, un leggero velo di malinconia passasse nei suoi occhi.
Ho fatto loro i miei auguri e son tornato al mio lavoro.
In questi giorni in cui per la vergogna di disprezzabili soggetti le Forze dell’Ordine si ritrovano nella buriana, davanti ai miei occhi c’era una ragazza, anzi due, che con sorriso e coraggio intraprendevano una difficile strada, una via di dedizione e rigore.
Ma lasciandola non ho pensato alla brutta cronaca di questi giorni, davanti a miei occhi è invece passata l’immagine di loro che hanno trascorso venti anni della loro vita sempre insieme, a scuola, in casa, al mare, nella squadra di pallavolo di cui erano due imprescindibili colonne, e ora arrivava la vita, a dividerle. Se davvero ho visto malinconia nei suoi occhi, ho pensato, doveva essere per questo, per la coscienza, che rapidamente han dovuto acquisire, che la giovinezza volgeva al termine.
Perché la giovinezza finisce, mie care ragazze, se struie, si spegne come qualsiasi candela. Forse una andrà a prestare servizio a Bolzano e l’altra ad Agrigento, le vostre storie si intrecceranno ad altre storie, ma quel che posso dirvi è che l’infanzia non sparirà mai, la giovinezza finisce, ma l’infanzia, quella sarà sempre con voi, e in voi, niente cancellerà quel che siete state, gli anni e le ore che avete vissuto l’una accanto all’altra, il vostro essere figlie e nipoti e sorelle, il vostro essere due brave giocatrici di pallavolo, e non importa chi alzava e chi schiacciava, la vittoria non è nel punto, ma nel giocare la partita, e nessuno come voi la sta giocando. Dio vi benedica.
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